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in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.
Il passaggio dal 2002 al 2003 portò un cambio radicale di situazione climatica. In effetti,
molti ricercatori parlavano di “cambiamento climatico” già dal decennio precedente, ma la
maggioranza dei produttori se ne accorse solo quell’anno.
Annate calde nel corso del tempo si erano già verificate sulle colline di Langa e Roero. Molti
ricordavano il 1997, che aveva stupito per l’imponenza delle strutture e gradazioni alcoliche al
di sopra della norma. Ma il 2003 come annata meteorologica è stata davvero un’altra cosa e ha
segnato nel tempo il cambio di atteggiamento che i viticoltori hanno dovuto tenere nel loro
rapporto con il vigneto e la sua coltivazione. Il caldo record e la siccità sono stati i
caratteri salienti di quell’annata, situazioni così drastiche da influenzare in modo evidente
l’evoluzione del vigneto.
Una situazione del tutto opposta al 2002, quando le piogge avevano segnato lunghi periodi
dell’anno. Nel 2003, caldo e secco si sono tradotti in una decisa precocità di maturazione. E
questa precocità si è verificata in tutto il ciclo vegetativo dell’annata, a cominciare dalla
fioritura e dall’allegagione. “Ricordo quell’estate un po’ come un incubo. Anche quella stagione
fu molto calda, quasi insopportabile. – riflette pensieroso Luciano – Dovemmo affrontare
problemi di stress a carico delle piante. L’eccesso di caldo e di secco interferì anche nella
maturazione dei grappoli. Non eravamo preparati a gestire una situazione così estrema e perciò
in poco tempo abbiamo dovuto far fronte a tanti problemi, in particolare alle prime scottature
sui grappoli soprattutto nei vigneti dove – in vista della raccolta – era stato praticato il
tradizionale sfoltimento delle foglie, senza pensare agli effetti che un sole così aggressivo
avrebbe avuto sugli acini. Ma imparammo in fretta e così negli anni successivi non saremmo più
stati colti di sorpresa”.
L’annata 2000 proseguì con regolarità e, alla fine dei lavori in vigneto, una vendemmia “con i fiocchi” portò in cantina uve preziose e capaci di generare vini di grande soddisfazione.
L’annata 2000 proseguì con regolarità e, alla fine dei lavori in vigneto, una vendemmia “con i fiocchi” portò in cantina uve preziose e capaci di generare vini di grande soddisfazione.
Nel 2004, con la presenza in azienda di maggiori spazi, inclusi anche alcuni magazzini climatizzati e, pertanto, idonei alla conservazione di bottiglie di grandi annate destinate a essere consumate negli anni successivi
Intanto, nell’ultima parte del 2004 si concludeva il percorso di organizzazione settoriale e di qualificazione del mondo vitivinicolo del Roero.
Con gli anni che passavano anche il mondo del vino piemontese continuava a organizzarsi.
Tra il 2011 e il 2014, l’Azienda Agricola Luciano Sandrone affrontò un altro importante progetto di ampliamento della struttura di cantina con la realizzazione dell’ala rivolta a sud del fabbricato aziendale
Nel 2017, il Barolo 2013 completava il suo periodo obbligatorio di maturazione e affinamento.
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