7.2 Anno nuovo, stile nuovo

Questa è la sintesi che potremmo usare per caratterizzare la differenza tra il 2001 e il 2002. Tanto il 2001 era stato meteorologicamente ineccepibile, con gli eventi atmosferici giusti al momento giusto, tanto si rivelò complicato il successivo 2002, che manifestò un’esplicita tendenza al freddo, incontrando evidenti difficoltà a portare nelle uve – e quindi nei vini – la struttura e la capacità di resistere al tempo che sono le cifre caratterizzanti di un grande Barolo.
“Anche se l’estate – ricorda Luciano – stentava a decollare e il caldo si faceva attendere, la situazione non mi spaventava. D’altronde, un’azienda di prestigio deve sapersi cimentare anche con le annate più difficili. Dentro di me pensavo che con la tecnica più appropriata, con la conduzione oculata nella gestione estiva e la scrupolosa raccolta delle uve avremmo potuto portare a compimento una produzione di qualità. I diradamenti estivi erano stati più rigorosi e in vendemmia avremmo fatto una maggiore selezione qualitativa, ma speravamo di contare su un’annata di buona qualità. Invece, come un fulmine a ciel sereno, a poco meno di un mese dall’inizio della raccolta, il 5 settembre 2002, il mondo del Barolo venne interessato da un brutto temporale con una disastrosa grandinata con l’epicentro nel paese di Barolo e, in specifico, sulla collina dei Cannubi, dove producevamo il nostro Barolo Cannubi Boschis. Oltre al danno la beffa: avevamo quasi concluso un’annata già di suo dispendiosa e arrivò una grandinata così disastrosa a portarci via un raccolto che sembrava alla nostra portata”.
Luciano rimase talmente turbato da quell’evento grandinigeno così beffardo che negli anni seguenti non seppe mai tenere nel giusto conto l’annata 2002 anche per il Barolo Le Vigne, che – per il fatto di essere prodotto in più vigneti sparsi qua e là nella zona di origine – non aveva subito i danni avuti dal Cannubi Boschis. L’annata era stata complicata, gli esiti qualitativi e quantitativi erano stati magri e il danno economico si prospettava pesante per un’azienda che aveva appena terminato la costruzione della nuova cantina. A tutto ciò si sarebbe aggiunta nei mesi successivi la pessima valutazione del Barolo 2002 dettata dai giudizi della critica enologica a completare un quadro problematico. In forza di tutti questi fattori negativi, negli anni successivi Luciano non avrebbe mai voluto sentir parlare dell’annata 2002. Addirittura non avrebbe nemmeno voluto imbottigliarla. Solo l’intervento di Luca e di altri esponenti dell’azienda lo fecero desistere da un atteggiamento così risoluto. Perciò, almeno il Barolo Le Vigne 2002 fu in grado di regalare le sue soddisfazioni.
In effetti, solo una parte di quel Barolo andò in bottiglia, ma poi venne venduto quasi in sordina per non infastidire la sensibilità di Luciano. Oggi, di quel Barolo Le Vigne 2002 in cantina ne rimangono ancora alcune bottiglie e tutte le volte che se ne stappa una per degustarla i commenti sono positivi, in certi casi addirittura meravigliati. Questo è stato il caso del 5 settembre 2023 quando - in occasione di una degustazione tecnica di annate storiche in azienda - il Barolo Le Vigne 2002 è stato così descritto: “Colore incredibilmente intenso e giovanile per un’annata considerata di secondo piano. Al naso è ricco, deciso e coinvolgente. Al sapore è pieno, intenso e persistente. Giudizio complessivo: un vino intensamente ricco e di bella piacevolezza, per certi versi ancora in evoluzione positiva”.

Che la data del 31 ottobre 2002 potesse diventare importante per il vino piemontese era parso possibile a molti osservatori: in quella data c’era stato il riconoscimento della Denominazione di origine controllata “Alta Langa” per gli spumanti Metodo Classico da uve Pinot nero e/o Chardonnay prodotte sulle colline di molti paesi situati in Piemonte alla destra del fiume Tanaro. Se ne parlava fin dal 5 marzo 1990 quando era stato avviato il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”, varato da sette Case Storiche (Cinzano, Contratto, Fontanafredda, Gancia, Martini & Rossi, Riccadonna e Vini Banfi) con il supporto della Regione Piemonte per dimostrare che anche le colline piemontesi erano vocate a tale produzione. Quello del 31 ottobre 2002 fu un riconoscimento importante, che confermò anni di sperimentazione tecnica, organizzativa e produttiva. La realtà vitivinicola piemontese delle province di Cuneo, Asti e Alessandria si era trovata con un nuovo vino a denominazione di origine e questo confermava la grande attitudine al vino di qualità di queste terre di collina. Il 2002 fu la prima annata di produzione dell’Alta Langa Docg Metodo Classico.

7.1
La qualità anche in cucina - il successo

La qualità anche in cucina

L’annata 2000 proseguì con regolarità e, alla fine dei lavori in vigneto, una vendemmia “con i fiocchi” portò in cantina uve preziose e capaci di generare vini di grande soddisfazione.

7.3
Ecco il cambiamento climatico - il successo

Ecco il cambiamento climatico

Il passaggio dal 2002 al 2003 portò un cambio radicale di situazione climatica. In effetti, molti ricercatori parlavano di “cambiamento climatico” già dal decennio precedente, ma la maggioranza dei produttori se ne accorse solo quell’anno.

7.4
Sibi et Paucis - il successo

Sibi et Paucis

Nel 2004, con la presenza in azienda di maggiori spazi, inclusi anche alcuni magazzini climatizzati e, pertanto, idonei alla conservazione di bottiglie di grandi annate destinate a essere consumate negli anni successivi

7.5
Con il tempo che passa - il successo

Con il tempo che passa

Intanto, nell’ultima parte del 2004 si concludeva il percorso di organizzazione settoriale e di qualificazione del mondo vitivinicolo del Roero.

7.6
Controlli fisici e le Menzioni Geografiche Aggiuntive - il successo

Controlli fisici
e le Menzioni Geografiche Aggiuntive

Con gli anni che passavano anche il mondo del vino piemontese continuava a organizzarsi.

7.7
Ancora altri anni frenetici - il successo

Ancora altri anni frenetici

Tra il 2011 e il 2014, l’Azienda Agricola Luciano Sandrone affrontò un altro importante progetto di ampliamento della struttura di cantina con la realizzazione dell’ala rivolta a sud del fabbricato aziendale

7.8
Gli ultimi passi nel segno della stabilità - il successo

Gli ultimi passi nel segno della stabilità

Nel 2017, il Barolo 2013 completava il suo periodo obbligatorio di maturazione e affinamento.

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in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.

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