Capitolo 3

La Scelta

L’esperienza maturata sul campo e la produzione del primo Barolo

Se la Cantina Giacomo Borgogno aveva rappresentato per Luciano il battesimo nel mondo del vino quasi come “quel primo amore che non si scorda mai”, la permanenza alla Marchesi di Barolo segnò il periodo della crescita e della piena maturità.
In questa storica azienda di Barolo rimase per un periodo piuttosto lungo, ben 23 anni, dal 1967 al 1990. C’era entrato che aveva appena 21 anni e ne è venuto via in età ben più matura, quando la consapevolezza di ciò che voleva era concreta e autorevole. Per Luciano, la Marchesi di Barolo è stata come l’arena di allenamento, nella quale è cresciuto con la giusta gradualità affinando la sua capacità interpretativa, accompagnato da tanti altri operatori, tecnici e non, che conoscevano il loro mestiere e lavoravano con passione per il conseguimento dei risultati migliori.
“In azienda – ricorda Luciano – mi occupavo soprattutto dei lavori di cantina. Dopo un periodo di addestramento e di crescita professionale, poco per volta ho potuto sostituire il mio maestro di quegli anni, quel Pinoto Scarzello che era il vecchio cantiniere e che – quando sono arrivato alla Marchesi di Barolo – mi aveva accolto e aiutato ad ambientarmi. Come si conveniva a quei tempi, però, non mi occupavo solo della cantina. L’azienda era grande e complessa. I settori di lavoro erano tanti ed era fondamentale occuparsene a 360 gradi. D’altronde era essenziale anche per me imparare tante cose. Così, dedicavo il mio tempo anche a numerose altre attività: in certi momenti capitava anche di dover fare da autista per i titolari, poi davo un’occhiata ai vigneti e alle varie fasi della loro coltivazione e questo era l’impegno che mi piaceva e coinvolgeva di più. Soprattutto nei primi anni della mia permanenza in Marchesi di Barolo, nel settore vitivinicolo la ricerca della sinergia tra vigneto e cantina non era così comune. Era quasi come una “rivoluzione copernicana”, ma negli anni successivi sarebbe diventata una pratica abituale”.
Poi, era compito di Luciano seguire la manutenzione di tutto il complesso delle cantine di Via Roma, un manufatto storico, molto prestigioso, dove la storia asseriva che vi fosse stato prodotto il primo Barolo ai tempi dei Marchesi Falletti, i primi proprietari. Proprio per il fatto di essere una costruzione storica aveva maggior bisogno di manutenzione rispetto a quella situata in Via Alba, che era stata costruita in un’epoca molto più recente.
Sollecitato anche dal Cav. Felice Scarzello, continuava a frequentare le vigne e le cantine di Francia, in particolare della Borgogna. A Luciano interessava vedere e capire come lavoravano in viticoltura ed enologia in quella parte della Francia così affine al territorio viticolo delle Langhe. Man mano che ci tornava, il gruppo di coloro che lo accompagnavano si irrobustiva. Ci sarebbe andato più volte negli anni Ottanta con tanti amici come il geometra Burzio, Aldo Vacca, Roberto Vezza, Fulvio Prandi e altri ancora. Spesso al gruppo si aggregava anche suo fratello Luca. Proprio in quegli anni, avrebbe avuto la fortuna di visitare, grazie all’amico Fulvio Prandi, la Romanée Contì e questo fatto lo galvanizzava particolarmente.

Vigneti a Montrachet in Borgogna
Luciano e la sua bottiglia di Dolcetto d’Alba con la maschera di Torino, Gianduja
Luciano e la sua bottiglia di Dolcetto d’Alba con la maschera di Torino, Gianduja
Uno dei primi Barolo di Luciano, annata 1978
Delegazione di produttori di Langa negli USA
Luciano con (da sinistra) Roberto Damonte, Giovanni Manzone, Bruno Nada, Andrea Oberto, Renato Cigliuti e Giorgio Rivetti
Luciano con altri produttori presso l’Enoteca Regionale del Barolo e in un vigneto
Luciano con altri produttori presso l’Enoteca Regionale del Barolo e in un vigneto
Logo dell’associazione Piccoli Produttori dei Grandi Vini del Piemonte
Mamma Rosina e papà Ottavio in un momento di festa
Luciano insieme a Marc De Grazia
3.1
Il cambio di marcia del Barolo - La Scelta

Il cambio di marcia del Barolo

Intanto gli anni passavano. Finito il decennio dei Sessanta, iniziava quello successivo. Il mondo del Barolo continuava nella sua evoluzione positiva.

3.2
Il primo Barolo di Luciano - La Scelta

Il primo Barolo di Luciano

I ricordi si affollano e Luciano racconta: “La mia prima vigna di Nebbiolo da Barolo non era grande, poco più di un ettaro e la sua struttura d’impianto era ancora in discreta efficenza al punto che se ne poteva ottenere subito una buona produzione.

3.3
Luciano tra promozione e mercato - La Scelta

Luciano tra promozione e mercato

Intanto, lo sguardo di Luciano cominciava ad aprirsi al mondo, sia a livello organizzativo che a livello di promozione e di mercato.

Scarica il libro in PDF e lasciati guidare
in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.

Scarica