Capitolo 1

In Principio

Le origini, i primi anni, l’adolescenza, la gioventù

”Sono nato il 12 febbraio 1946, a La Morra, non lontano da dove questo paese incontra quello di Barolo, dove sarei vissuto per il resto della mia vita. Era un martedì. Faceva freddo. Si avvicinava l’ultimo giorno di carnevale, ma il ricordo dei “giorni della merla” era ancora ben nitido. Fuori c’era la neve. Non come adesso che bisogna pregarla perché cada…”.
Chi parla è Luciano Sandrone, il protagonista di questa storia, tra colline, speranze, uva e vino.
Come dice un vecchio intercalare: “lunedì bambini belli, martedì un po’ ribelli…”. Luciano proprio “ribelle” non lo è mai stato, ma un po’ individualista e deciso a percorrere un suo tragitto questo sì. “Ma che ci posso fare – continua - se la vita mi ha dato una mia personalità. A pensarci bene, individualista lo sono stato, ma egoista o poco attento alle necessità degli altri mai…”.
Che bisognasse tenere conto un po’ di tutti l’aveva imparato in fretta.

Quelli erano tempi duri. La terra di Langa – e quella del Barolo non faceva differenza – era uscita da poco da un periodo di grandi problemi. Solo l’anno prima si era conclusa una guerra senza tregua, ostile e drammatica, combattuta su tanti fronti: contro un esercito invasore, contro una parte avversa che mirava a tenere la gente nella povertà e nell’ignoranza, contro gli stessi amici con i quali avevi giocato da piccolo e fantasticato per un tempo migliore. Una guerra difficile da dimenticare e superare, anche per i danni materiali e morali che si era lasciata alle spalle e che in quegli anni la gente perbene cercava di mitigare. C’era tanta voglia di vivere e di sognare, ma la realtà quotidiana ogni volta faceva tornare ogni persona con i piedi per terra.
Bastano poche considerazioni per inquadrare il periodo.
L’Italia era ancora nel limbo tra una monarchia che aveva deluso le aspettative di tanti e una repubblica che doveva ancora essere riconosciuta dal voto popolare, destinato a materializzarsi con il referendum del 2 giugno di quell’anno e che avrebbe permesso a Enrico De Nicola di diventare il 28 giugno il primo Capo dello Stato Italiano. Intanto, il Presidente del Consiglio era Alcide De Gasperi e il presidente degli Stati Uniti era Harry S. Truman. Quell’anno diede i natali a tanti personaggi illustri, a cominciare dai cantanti Cher, Patty Smith e Freddie Mercury, l’attore Sylvester Stallone, i registi Oliver Stone e Steven Spielberg, il chitarrista David Gilmour. Addirittura in quell’anno è nata una delle più eclettiche artiste americane, Liza Minnelli.
Anche il mondo del vino di Langa, nonostante le sue profonde radici storiche, muoveva i primi passi verso un futuro solido dopo un lungo periodo di incertezze. La guerra aveva fatto i suoi danni anche in questo settore: aveva portato via tanti giovani dal lavoro dei campi e delle vigne e così aveva messo in difficoltà un’agricoltura che ancora in quegli anni proponeva un’impostazione mista, dove alla vite si accompagnavano tante altre coltivazioni, dai seminativi ai prati, dai frutteti al noccioleto e fino alla stalla.
Lo stesso Consorzio per la Difesa dei Vini Tipici di Pregio Barolo e Barbaresco, fondato nel 1934 per accompagnare lo sviluppo e il mercato di questi due importanti vini da Nebbiolo, nel periodo della guerra aveva dovuto sospendere l’attività e l’aveva ripresa solo nel 1947, dopo che la gente della vite e del vino aveva ricominciato a lavorare e produrre.

Luciano Sandrone da piccolo
Il centro storico del paese di Barolo negli anni’50
L’ingresso del Collegio nel Castello di Barolo
Luciano Sandrone e il fratello Bruno
Luciano Sandrone e Luca in alta montagna
Gruppo familiare di casa Sandrone, anni ’30
1.1
Gli anni a La Morra - In principio

Gli anni a La Morra

Ripensando a quei tempi, Luciano riallaccia il filo del suo racconto: “In un’epoca in cui le famiglie erano spesso numerose, la mia era piccola, semplice e alla buona.

1.2
Da La Morra a Barolo il passo è breve - In principio

Da La Morra a Barolo
il passo è breve

Come abbiamo visto, le origini della famiglia erano a La Morra, ma il trasferimento a Barolo avvenne abbastanza presto, quando Luciano non aveva che pochi mesi.

1.3
Arriva il tempo della scuola - In principio

Arriva il tempo della scuola

Nel 1952, al compimento dei sei anni di età, Luciano cominciò il ciclo delle scuole elementari, frequentando i cinque anni di questo corso nel castello di Barolo.

1.4
Quel bel ragazzo di campagna - In principio

Quel bel ragazzo
di campagna

Per tutto il periodo della fanciullezza e dell’adolescenza, finanche la prima gioventù, Luciano parlava sempre poco.

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in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.

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