3.2 Il primo Barolo di Luciano

I ricordi si affollano e Luciano racconta: “La mia prima vigna di Nebbiolo da Barolo non era grande, poco più di un ettaro e la sua struttura d’impianto era ancora in discreta efficenza al punto che se ne poteva ottenere subito una buona produzione. Nelle varie stagioni dell’anno eseguivo personalmente le operazioni colturali utilizzando quel poco tempo libero che un lavoro impegnativo come il mio mi lasciava. Già in quel 1974 la vigna fruttificò bene, anche se le attività colturali non erano facili da condurre. Con il sistema di propagazione che allora era ancora in voga – la propaggine – non era facile capire da quale pianta scaturisse la produzione. Molte parti dei filari erano costituiti da una sorta di tralcio molto lungo che, proprio in virtù della propaggine, non aveva soluzione di continuità. Anche per questo, si facevano potature lunghe e sui nuovi tralci che spuntavano non era facile applicare la pratica del diradamento, che avevo visto eseguire in Borgogna. Ma quella del diradamento estivo era una pratica che già allora volevo attuare a tutti i costi, soprattutto allo scopo di equilibrare la quantità dei grappoli d’uva presenti sulla pianta”.
Nel frattempo, Luciano e la famiglia avevano trasferito l’abitazione dal centro di Barolo in una casa situata al n° 57 di Via Alba. Era una casa decisamente più grande rispetto alla prima. E soprattutto aveva anche degli spazi di lavoro e di magazzino al piano terra che potevano servire nel caso Luciano avesse voluto vinificare e dare spazio ai suoi sogni.
E così capitò: l’autunno del 1974 Luciano cominciò a vinificare in questi spazi a piano terra le uve prodotte nella vigna che aveva acquistato. Quello di allora era un vero e proprio “vin de garage”.
La prima vinificazione, nel 1974, fruttò una produzione irrisoria: appena 1.570 bottiglie, la cui commercializzazione sarebbe iniziata il 1° gennaio del 1978.
A questo punto, bisognava pensare a confezionare questo vino e Luciano cercò di realizzare subito una confezione che esprimesse i caratteri qualitativi di quel Barolo: come contenitore scelse la tradizionale bottiglia Albeisa; quanto all’etichetta ne immaginò una che ricordasse nello stile l’impostazione storica delle etichette da Barolo e anche quelle utilizzate in Borgogna per i loro vini rossi. Relativamente al mercato, in quella prima fase di vendita ebbe un grande aiuto da suo fratello Bruno, che aveva molti amici e colleghi di lavoro. Grazie a questo meccanismo e al passaparola, anno dopo anno vendeva tutto il Barolo prodotto ed era contento di aver adottato questa soluzione.
Intanto, man mano che Luciano coltivava la sua vigna e apportava le giuste migliorie, la produzione aumentava di quantità. Perciò, bisognava trovare altre soluzioni di mercato, anche più organizzate e professionali.

A livello di settore, le cose continuavano a migliorare. Dopo alcuni anni di progresso, i produttori principali si erano resi conto che, per fare il definitivo salto di qualità, il Barolo avrebbe dovuto passare dalla Doc alla Docg. La denominazione di origine controllata era stato un passo importante. Aveva segnato una crescita significativa nel cammino del vino nella sua globalità. Ma adesso non bastava più. Nonostante lo status acquisito, il Barolo continuava a subire l’oltraggio delle frodi commerciali, che il controllo cartaceo della Doc non riusciva a debellare. Bisognava passare dal controllo cartaceo a quello fisico e questo si sarebbe potuto ottenere con il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita.

La Docg, infatti, avrebbe previsto l’applicazione di una fascetta di stato numerata che avrebbe tolto di mezzo le produzioni fasulle non comprovate dal riferimento al vigneto di origine.
Così, dopo alcuni anni di confronti e progetti, il 1° luglio 1980 il Barolo veniva riconosciuto vino a Docg e l’applicazione di quel nuovo status avrebbe interessato come prima annata proprio il 1980.

3.1
Il cambio di marcia del Barolo - La Scelta

Il cambio di marcia del Barolo

Intanto gli anni passavano. Finito il decennio dei Sessanta, iniziava quello successivo. Il mondo del Barolo continuava nella sua evoluzione positiva.

3.3
Luciano tra promozione e mercato - La Scelta

Luciano tra promozione e mercato

Intanto, lo sguardo di Luciano cominciava ad aprirsi al mondo, sia a livello organizzativo che a livello di promozione e di mercato.

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e la famiglia che ne custodisce l’eredità.

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