12.2 La passione per il vino

“Sicuramente ho raccolto la passione per il vino da mio nonno. Chissà, non fossi nata in una famiglia dedicata al vino, se avrei mai scelto questa attività per la mia vita? Il suo esempio, la sua passione, il suo modo totale di dedicarsi all’uva e al vino non mi hanno permesso di pensare a un’altra opzione di lavoro. Dentro di me resta un rammarico: non aver potuto trascorrere più tempo nel lavorare con lui e cogliere appieno i segreti del suo modo di fare e di essere”.

Un ricordo divertente?

“Certo. Ed è stato quando l’ho lavato da capo a piedi con il vino. Stavamo travasando un vino da una vasca a un’altra. Lui gestiva il getto per riempire la vasca, io invece dovevo manovrare la pompa. Eravamo in ambienti differenti, ma tra di noi c’era un accordo: se lui diceva Bòn! (basta in piemontese) dovevo spegnere la pompa, se diceva Via, dovevo farla ripartire. A un certo punto ho sentito la sua voce e ho capito Via, invece lui aveva detto Bòn!. Naturalmente me lo sono trovato davanti tutto viola, imbrattato da capo a piedi. Aveva fatto la doccia di Barbera! Il suo commento è stato laconico: in 50 anni una cosa così non mi è mai capitata!”.

La presenza di tuo nonno con il passare degli anni? Come l’hai percepita?

“Mio nonno era espansivo, cercava per me il meglio possibile. Era attento alle mie esigenze. A volte anche in modo esagerato. Ricordo che c’è stato un periodo che mi telefonava tre o quattro volte al giorno, al punto che la cosa mi sembrava un po’ esagerata. Ero nel pieno dell’adolescenza quando ti senti padrone del mondo e vorresti essere lasciato libero di fare le tue scelte…
Ricordo che a tutti i costi desiderava che facessi un’esperienza di lavoro in Borgogna; allora mi misi in cerca di una cantina e quando gli dissi dove mi avevano assunta, si mise a piangere dalla felicità. Era l’autunno del 2022, mio nonno cominciava a non stare troppo bene e io mi sentivo anche un po’ a disagio ad abbandonare la cantina nel pieno della vendemmia, ma lui non ha sentito ragione. Mi diceva che, se non avessi preso al volo quell’occasione, magari non si sarebbe più ripresentata e non l’avrei più potuta fare. E aveva ragione”.

12.1
Un ricordo al di sopra di tutto - i ricordi di Alessia

Un ricordo al di sopra di tutto

C’è una cosa che mi ha sempre affascinato ed erano le sue mani morbidissime, nonostante il suo lavoro fosse essenzialmente manuale.

12.3
La montagna come passione comune - i ricordi di Alessia

La montagna come passione comune

La montagna è il mio polmone di sopravvivenza. Penso sia un gene Sandrone quello di andare in montagna.

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in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.

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