Scarica il libro in PDF e lasciati guidare
in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.
“La montagna è il mio polmone di sopravvivenza. Penso sia un gene Sandrone quello di andare in montagna. Ho iniziato a fare alpinismo e condivido questa passione anche con mio pro-zio Luca che a sua volta la condivideva con suo fratello quando erano giovani. Addirittura avrebbe voluto trovarmi la guida alpina per andare sul Monviso. In effetti ci sono andata, ma dopo che lui era già volato in cielo. Mi piange il cuore al pensiero di non averglielo potuto raccontare ma ho avuto la sensazione che fosse là a congratularsi con me. Anche adesso mi sento come se mi accompagnasse su tutte le cime che affronto”.
C’è un posto in montagna dove avresti voluto portare tuo nonno?
“Sono innamorata della Valle Maira, al punto che in futuro mi piacerebbe andarci ad abitare. Vorrei avere una piccola meira, provare a giocare con quello che la montagna ti offre, saper apprezzare le piccole cose e arrangiarmi con poco, cose che mi ha sempre insegnato mio nonno. La montagna viene incontro ai miei bisogni: amo la manualità, mi piace vivere all’aria aperta, mi piace anche un po’ di solitudine. Non sempre mi fa piacere stare in mezzo alla gente, perché tante persone appaiono troppo superficiali, tengono atteggiamenti esagerati e soprattutto esprimono giudizi su temi che non conoscono”.
Un po’ del carattere schivo e silenzioso di nonno Luciano è passato in questa ragazza dal sorriso schietto, dal carattere forte e dalla decisa personalità, che ha tutta la vita davanti e che senza dubbio saprà costruire qualcosa di importante.
C’è una cosa che mi ha sempre affascinato ed erano le sue mani morbidissime, nonostante il suo lavoro fosse essenzialmente manuale.
Sicuramente ho raccolto la passione per il vino da mio nonno. Chissà, non fossi nata in una famiglia dedicata al vino, se avrei mai scelto questa attività per la mia vita?
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e la famiglia che ne custodisce l’eredità.