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in una storia che intreccia un uomo, la sua terra
e la famiglia che ne custodisce l’eredità.
Capitolo 14
Nato a maggio del 1967, Luca è il fratello minore di Luciano. Di ventun anni più giovane, è arrivato nella famiglia di Ottavio e Rosa Sandrone quando Luciano aveva concluso il servizio militare e lavorava già in Marchesi di Barolo. Quando Luciano venne a sapere che la mamma era in attesa di un altro figlio non era proprio felicissimo, ma poi il tempo e il lungo cammino compiuto insieme gli hanno fatto cambiare idea. Chissà. Forse si era sentito minato in qualche suo privilegio, cosa che in effetti poi non è stata.
“Anzi – esordisce Luca – dopo il matrimonio di Luciano e Mariuccia e la nascita
della
figlia Barbara, sono stato quasi adottato da loro. In effetti sono
cresciuto insieme a
Barbara come se fossimo tutti e due in una doppia famiglia. Quando Luciano e Mariuccia
lavoravano, Barbara stava con me dai nonni e quando loro due erano a casa spesso anch’io
ero con loro. Così ho potuto condividere tante fasi della loro vita, fino anche
all’avvio dell’attività produttiva di Luciano. La collaborazione tra noi tre
fratelli è
sempre stata completa e così ho creato una bella sinergia con tutti e
due”.
“Immagina che – prosegue Luca – la prima botte comprata da Luciano, un’ovalina da 11
ettolitri per maturare il Barolo, veniva dallo suocero di Bruno, insieme a una pompa
tuttora in uso per qualche lavoro marginale. Il legame con i miei fratelli è sempre
stato forte: entrambi andavano in montagna e mi hanno influenzato anche nella scelta di
questa passione. Luciano era qui a Barolo e Bruno – nonostante lavorasse a Torino – ha
sempre mantenuto un bel piede in Langa. Così sono cresciuto sotto la loro ala
protettiva”.
“Il supporto di Bruno – precisa Luca – è stato importante anche per
Luciano nell’avviare
il suo mercato. Lavorando in Fiat a Torino, aveva molti contatti e li ha messi a
disposizione di Luciano consentendogli di avviare quel passaparola che ha
caratterizzato
i primi anni della nuova attività produttiva nel Barolo”.
Dopo la scuola primaria sono andato all’Enologica, ad Alba.
Nel 1987, quando mi sono diplomato, l’azienda non era in grado di assicurarmi un posto di lavoro: Luciano era ancora in Marchesi di Barolo.
In effetti è stato così: non c’erano ancora troppi produttori, ma rispetto ai decenni precedenti erano già aumentati
L’autorevolezza era la cifra del suo percorso professionale. In alcuni casi dava l’impressione di essere autoritario tanto era sicuro di sé e delle sue decisioni.
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